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© 2019 | Ilaria Innocenti | Firenze (Italia)

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Riflessione sulla maternità

13.05.2018

Oggi, come certamente saprete (colpa anche mia e delle varie promozioni spuntate in queste settimane) è la Festa della Mamma; una ricorrenza che ogni anno, frivolezze e mazzi di fiori a parte, fa nascere dibattiti e riflessioni.

E così, complice forse la vecchiaia che avanza, ho deciso di dirvi anch'io la mia su questo argomento tanto discusso quanto importante.

 

La scelta di mettere al mondo un figlio è una scelta importante (tanto), non è come cambiare taglio di capelli o comprare un pesce rosso: significa decidere di essere responsabili per un'altra vita.

Purtroppo invece mi capita spesso di incontrare ragazze che desiderano diventare mamme senza averci mai pensato realmente sù, se non in modo stereotipato, ispirate dalle gesta della propria mamma/nonna/zia che a 26 anni aveva già due pargoli, oppure perché "ad un certo punto va fatto" o perché infondo, non è forse vero che per essere "donne adulte" bisogna essere madri?
 
Ho incontrato donne che non si sono mai soffermate a pensare realmente a ciò che vogliono per se stesse o in cosa credono, che non si interessano del Paese in cui vivono e dei problemi che lo affliggono (salvo poi lamentarsi di qualsiasi cosa non funzioni), e che, nonostante tutto, non si pongono il problema di immaginarsi "guide" per qualcun altro.

Ragazze che dicono di andare pazze per i bambini e che poi vedi imbracciare un lanciafiamme appena ne sentono uno piangere o giocare a miglia di distanza.

E davanti alla domanda: "perché vuoi avere un figlio?" Rispondono: "perché adoro i bambini", "perché è un'esperienza da provare", "perché a un certo punto ci sta", "perché non voglio invecchiare da sola". Raramente ho sentito dire: "perché ho voglia di prendermi cura e di crescere un bambino anche se so che sarà dura, di insegnargli quello che so, di renderlo felice e chissà, magari, rendere questo mondo un pizzico più bello".

 

Io non sono una mamma, ma sono una figlia e da questo ruolo, a 30 anni, ho avuto modo di imparare tanto.

Non dico certo che una madre non debba sbagliare, anzi, è normale che lo faccia (nessuno nasce imparato!), ma vorrei vedere delle donne che scelgano davvero di ricoprire questo ruolo, non perché si sentono costrette dalle famiglie, dai compagni o dalla società, o perché devono dimostrare di essere in grado di farlo. Vorrei incontrare mamme felici e fiere delle loro scelte, non donne frustrate che colpevolizzano i loro figli (perché magari il loro fisico è cambiato dopo la gravidanza, perché hanno tolto loro del tempo, ecc.) o che li usano per ottenere rispetto o "salvare" un rapporto amoroso.

Ho visto spesso genitori che trattano male i loro bambini convinti che "tanto non capiscono una mazza" o che li prendono in giro davanti agli altri, sminuendone sogni e passioni.

 

E infine voglio rivolgermi anche a te che NON vuoi diventare mamma: sii fiera della tua scelta, che è importante quanto qualsiasi altra. Nessuna donna dovrebbe essere costretta a essere ciò che non vuole, nessuna dovrebbe sentirsi in colpa perché non rispecchia le aspettative altrui.

 

Chiudo questa mia riflessione con i miei auguri sinceri a tutte voi mamme (attuali o future) che state leggendo questo post.

Vi auguro di cuore di essere delle madri responsabili, di insegnare ai vostri figli ad AMARSI e accettarsi per come sono prima di ogni altra cosa; di trasmettergli il rispetto per gli altri, per la diversità e la libertà di opinione.

Vi auguro di avere la forza e la fermezza per lasciarli liberi di scegliere in cosa credere senza imposizioni.

Di essere maestre imparziali in grado di rispondere a ogni domanda (banale o scomoda che sia) con dei contenuti e non con un "perché è così". Di incoraggiare sempre i loro sogni (anche i più assurdi), lasciarli provare e, ovviamente, di sbagliare.

Facendoli sentire sicuri di avervi sempre al loro fianco.

 

 

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